Nel rigore dell’inverno delle campagne trevigiane intorno al fiume Sile, nasce il radicchio rosso di Treviso, una delle eccellenze agroalimentari italiane.
Viene coltivato sin dalla seconda metà del XVI secolo, ed è il risultato di un paziente processo di imbianchimento studiato dai contadini per conservare durante i mesi invernali il radicchio prodotto nei campi.
La semina avviene in tra il 1° giugno e il 31 luglio e la raccolta ha inizio verso Novembre - Dicembre, dopo che la coltura subisce almeno due brinate che conferiscono alla pianta il suo bellissimo colore rosso.
Dopo la raccolta inizia la fase dell’imbianchimento. I cespi di radicchio vengono puliti dalla terra e posizionati in verticale all’interno di vasche con acqua corrente, alla temperatura di 12-13 gradi e vi rimangono per 15 giorni. Durante questo periodo, tra le foglie ormai marce, crescono dei germogli che grazie all’assenza di luce sono bianchi con del rosso intenso all'estremità delle foglie, sono croccanti e hanno un inconfondibile gusto amarognolo.
Poi avviene la fase di tolettatura, in cui si rimuovono le foglie esterne marce e le radici, e viene mantenuto soltanto il germoglio, noto come radicchio Rosso di Treviso.
Le vasche con acqua corrente in cui avviene la fase di imbianchimento
La tolettatura:
Il radicchio di Treviso pronto per essere venduto